Dalle onde all’asfalto

Lo skateboarding, oppure semplicemente skateboard o skate, è un “extreme sport”, genere totalmente diverso dagli sport abituali, nato in California negli anni ’60. In un certo senso, si può dire che lo skateboarding sia stato inventato per permettere ai surfisti di praticare il proprio sport anche in assenza di mare mosso. Lo si pratica con uno speciale attrezzo, lo skateboard, ossia una tavola con delle ruote. Lo skateboard è altamente personalizzabile, data la grande quantità di varianti in ognuna delle sue componenti.

Dal 2020, nei Giochi della XXXII Olimpiade di Tokyo, lo skateboarding diventerà una disciplina olimpica.

Lo sport è composto da molte specialità tecniche: come lo street-skating, ed il vertical-skating; oppure di velocità: tra cui lo slalom skateboarding, lo slalom boardercross, il downhill, lo streetluge, il longjump e il freestyle.

Stile di vita

Lo skateboarding è uno dei pochi sport che, specie negli Stati Uniti e in Canada e in misura minore nel resto del mondo, è diventato anche uno stile di vita giovanile, oltre che un mezzo di trasporto. In Svizzera, ad esempio, numerosi studenti lo utilizzano grazie ai numerosi e ben curati marciapiedi ciclabili, per recarsi a scuola.
In Italia

In Italia tale sport arriva nel 1977, dopo un servizio televisivo, rubrica di spettacolo e curiosità dal mondo, diffondendosi dapprima nelle grandi città del centro-nord, più reattive rispetto al fenomeno sportivo-culturale, successivamente in tutto il territorio nazionale. L’inverno del 1977 registra un autentico boom di vendite, strade e marciapiedi sono invasi da giovanissimi entusiasti, ma al successo dello skateboard si accompagnano numerosissimi incidenti. Per la forte pericolosità dovuta alle numerose strade in discesa, Genova è la prima città a vietare la circolazione dello skateboard, divieto esteso all’inizio del 1978 in tutto il territorio nazionale, con grande disappunto dei ragazzi e buona pace dei vigili urbani. Lentamente, però, tale sport riacquista visibilità e rispetto, fino a essere riconosciuto dal CONI. Sebbene l’Italia non vanti una cultura dello skateboarding come quella californiana, soprattutto per la carenza di skatepark, sul finire degli anni settanta si crea una vasta schiera di giovanissimi skater. La vera diffusione della disciplina si ebbe intorno alla metà degli anni novanta, grazie anche alla costruzione di strutture adeguate come l’Elbo skatepark di Bologna. Attualmente la pratica dello skateboarding rientra nella FISR (Federazione Italiana Sport Rotellistici) e vengono organizzati ogni anno campionati italiani sia nella categoria di Street sia in quella di Park. Uno dei maggiori esponenti di street è Jacopo Carozzi, che ha vinto numerosi titoli italiani. Fra le donne troviamo Asia Lanzi, campionessa italiana categoria Street con numerosi piazzamenti europei. Un altro atleta conosciuto internazionalmente è Giorgio Zattoni . Tra le giovani promesse dello skateboarding italiano troviamo invece Alessandro Mazzarra e Indro Martinenghi. L’atleta italiano più promettente è Ivan Federico, già medaglia di bronzo ai campionati mondiali di Malmö nel 2016 (VansParkSeries), con svariate presenze agli X-games e Dewtour. Attualmente il campionato italiano si divide nelle seguenti categorie:

Street

Park

Downhill

Luge

Remo Scalia

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