Scritto, impresso, inciso.

Scritto, impresso, inciso.

Enrico, nome d’arte Treko, ha 25 anni e cresce a Segrate (Milano) dove 10 anni fa comincia con la sua attività di writer, prima in forma più naif, coi primi tag sui muri, e poco più in là conosce l’attività di Irwin, writer molto conosciuto, e comincia a vedere il potenziale di questa arte.

Sceglie di continuare i suoi studi al Liceo Artistico all’indirizzo di Arti Figurative per approfondire le discipline pittoriche, plastiche e scultoree ed una volta alla settimana per un paio di anni, dal 2002 al 2005, partecipa ad un corso di graffiti del Centro di Aggregazione Giovanile Movi a Vimodrone, Milano.

E’ Shine Royal a dare il corso, che a quel tempo faceva parte della crew interno 55, fondata da lui stesso e da Kunos, che un paio di anni dopo, nel 2009, entrano nella TDK, uno dei gruppi storici che ha coltivato la disciplina del graffitismo a Milano già dalla fine degli anni ottanta.

Grazie alla quantità di nozioni acquisite ed esercizio nelle diverse discipline Enrico comincia con interventi di writing più complessi dove cominciano a comparire scritte e figure.

Il movimento dei graffiti è legato all’illegalità infatti generalmente e quindi si fa nell’oscurità della notte occupando muri pubblici o privati, mezzi di trasporto pubblici, etc. con l’adrenalina in corpo per segnare territorio tra le differenti crew cittadine oppure in forma più festosa in Jam Sessions di writing.

Durante gli ultimi 6 anni sono state dissolte le grandi crew milanesi da grandi casi polizieschi, alla stregua dell’antimafia, con rappresaglie in casa che venivano svuotate e i writers venivano accusati con sentenze con una durata fino ai 10 anni e pene salate.

Nel 2015 il Comune di Milano ha messo a disposizione 100 muri liberi per la street art, dove chiunque può dipingere, dai bambini di 6 anni ad anziani di 80, senza nessun problema di territorialità e di illegalità, il lato B è che il tuo graffito può perdurare molto meno tempo e comunque il vandalismo continua ad apparire in altri spazi.

Enrico, continua a seguire la sua passione per l’arte e continua il suo percorso di studi all’Accademia delle Belle Arti di Brera all’indirizzo di Grafica d’Arte dove studia incisione, serigrafia e calcografia.

Continua a fare graffiti, soprattutto per commissione, anche se i guadagni non sono molto alti e soprattutto non proporzionali al lavoro e la fatica, Enrico sostiene che dipende dalla percezione che si ha dei graffiti e del loro valore sociale. Le commissioni vengono da privati che vogliono far dipingere un muro interno o esterno della casa o negozianti che vogliono farsi dipingere le serrande o gli interni.

In contemporaneo, comincia una nuova attività, quella del tatuatore, che è molto più redditizia, si immagina perché indelebile ed incorporata, per cui si certifica a livello Europeo nel 2015 presso “La Officina”, negozio di tatuaggi.

Attualmente sta terminando la sua carriera studentesca scrivendo la tesi intitolata “Falsi dell’arte nei dipinti”; e di tutte le tecniche che ha appreso quella della serigrafia è la che più si può immaginare di utilizzare lavorativamente parlando, soprattutto per l’abbigliamento che sta sperimentando in un laboratorio.

E come si è connesso con la realtà di Street is Culture? Il solito nesso, Remo, che gli ha parlato del progetto e lo ha incentivato a collaborare nello Street Team nella sezione Writing.

Benvenuto!

 

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