Riunire le arti per generare una potenza

Simone Berto ha 17 anni ed è un bboy.

Iscritto al 4 anno del Liceo di “Scienze Umane”, ha ottimi insegnanti che lo hanno fatto appassionare alle materie di filosofia e di storia, infatti, riferisce che vuole continuare a studiare scienze umane all’Università per diventare a sua volta un insegnante di storia o di filosofia alle scuole superiori.

Ha cominciato col mondo Street attraverso dello skate, ma come è iniziato il suo percorso da break dancer? Lui riferisce “un po’ a caso” che potrebbe essere un “grazie a fortunate coincidenze” che hanno fatto conoscere a sua madre 5 anni fa Luca che offriva classi di breakdance.

Così Simone accetta interessato e per un paio di mesi, da maggio fino a luglio, quando cominciano le vacanze estive, Luca gli dà lezioni private viaggiando da Vigevano a Milano in zona Corsico.

Gli piace ballare e decide che per la fine delle vacanze si sarebbe trovato una scuola dove imparare breakdance, e trova che in zona Buccinasco ce n’è una ed è lì che incontra Remo, suo insegnante. Rimango in questa sede per breve tempo perché la scuola si sposterà in zona Segrate dove tuttavia va alle sue classi.

Qui si trova con un gruppo di ragazzi suoi pari ed anche un insegnante che lo stimolano, non solo nell’apprendimento della parte scenica della break, ma anche, col tempo, dello sviluppo personale e la capacità di saper “improvvisare” nella vita e reagire quando si cade.

Fino ad ora non ha mai partecipato a dei contest perchè ha vissuto la breakdance come una “cosa personale” mentre a breve è stato convocato con la sua Crew a partecipare a delle competizioni nel milanese.

Ultimamente ha cominciato ad apprezzare anche i graffiti che nel mondo dell’hip hop per lui sono “molto simili al breaking perché colpiscono direttamente”.

La ragione per cui si è sentito particolarmente attratto dal progetto di “Street is Culture” è soprattutto il progetto di creare il Centro Culturale dedicato agli “Street Styles” che riunisce le minoranze di tutti questi sport ed arti, che può potenziare il contatto tra le diverse arti e quindi ne può aiutare alla generazione di innovazione costante.

Attualmente per Street is Culture coordina la sezione di breakdance, che consiste nel partecipare ai vari eventi nelle scuole e nei diversi municipi presentando la breakdance, insieme agli altri ragazzi che si occupano degli altri “Street Styles”.

 

Giulia Caccin

Photo: Francesca Ferralasco

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