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GRAFFITI

I graffiti in senso ampio sono legati alla cultura hip hop e come essa nascono all'inizio degli anni 70 a New York. Esso era l'unico mezzo e d'impatto che i ragazzi dei quartieri poveri avessero di esprimere il disagio in cui vivevano mostrandolo a chiunque passi da quella strada, o addirittura facendolo viaggiare in tutta la città sulla carrozza di un treno. Col tempo quest'arte ha avuto una graduale rivalutazione, sia a livello popolare sia a livello economico, finendo in svariate gallerie e musei. In tempi moderni quest'arte si è scissa in graffitismo e street art. Nel primo è rimasto quasi invariato: il mezzo principale sono gli spray o il rullo, solitamente i writer si raggruppano in crew, mantengono cocciutamente quest'arte nella semi-illegalità e lo scopo è prettamente “territoriale-espansivo”. La street art è invece l'evoluzione “amichevole”: gli street artist non si accontentano dello spray ma usano qualsiasi mezzo espressivo possa tornare utile allo scopo (poster, stencil, pennelli, pennarelli, spray, rulli, etc.) solitamente lavorano da soli (o fanno parte di un piccolo collettivo) e lo scopo ultimo è più l'abbellimento delle zone urbane in maniera legale e la crescita personale, molto spesso con l'obiettivo di finire in una galleria.

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Inizia tutto tra illegalità e lotta per l'emersione dei ragazzi del Bronx a cavallo tra i '60 e i '70. Inizia con qualche pennarello di feltro in tasca e un sacco di vestiti sporchi. Passa da una tag a un trowup ad un wildstyle, prende un treno e si espande prima nel continente, poi nel …
Se c'è un nome nella storia dei graffiti e della street art che non avrebbe bisogno di presentazioni questo è proprio Banksy. Ma se proprio non ne avete mai sentito parlare potete rimediare andando a vedere la sua mostra a Milano che durerà fino al 14 aprile 2019. Banksy è un artista inglese la cui …
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